«Lo sguardo della caduta», il secolarismo secondo Marcello Pera

Tu sei qui

«Lo sguardo della caduta», il secolarismo secondo Marcello Pera
08 Novembre 2022
Testata news: 

«Lo sguardo della caduta», il secolarismo secondo Marcello Pera

di Redazione

L’ex presidente del Senato e attuale senatore di Fratelli d’Italia sarà ospite a Brescia per presentare il suo libro dedicato ad “Agostino e la superbia del secolarismo”


Se il Rotary Club e in particolare il Club della Valle Sabbia è notoriamente conosciuto come il circolo che punta sull’azione e sull’operatività concreta nell’ambito della comunità (la stessa velocissima successione dei dirigenti di club ne è una chiara testimonianza, essendo impegnati a raggiungere gli obiettivi fissati nel minor tempo possibile) non deve stupire il patrocinio concesso dal Rotary Valle Sabbia ad un evento dedicato alla riflessione e alla filosofia.  D’altronde per fare bisogna avere le idee chiare e prima di essere operativi bisogna avere avuto la pazienza di sedersi e riflettere, condividere e capire. O almeno provarci.   

Con il Patrocinio del Comune di Brescia e del Rotary Valle Sabbia – Presidente Giuliano Ghirardi – per iniziativa di Editrice Morcelliana e del circolo di Brescia di Nazione Futura, questo venerdì 11 novembre alle ore 18.30 avverrà la presentazione all’Auditorium San Barnaba in città dell’ultimo lavoro del presidente Emerito del Senato Marcello Pera.

Intervengono - oltre all’autore - il Card. Giovan Battista Re, il prof. Giovanni Catapano e il prof. Alberto Garzoni. Garzoni, originario di Roè Volciano, era studente del Liceo di Salò nel 2013 quando ricevette una Borsa di Studio dal Rotary Valle Sabbia - Presidente Marcello Zuddas - per partecipare al Concorso Nazionale di Greco Antico intitolato a Gennaro Perrotta a Teramo. Oggi è ricercatore presso la prestigiosa università inglese di Oxford. 

Gli interventi degli illustri relatori saranno moderati da Matteo Rossi, di Vobarno, ricercatore del dipartimento di studi storici dell’Università degli Studi di Padova.

“O uomo che sei nei secoli, se la città terrena ti affligge, se non allevia il tuo affanno, se ogni conquista per essere felice ti porta nuova infelicità, se ciò che oggi ti sembra ottimo e ti esalta, e domani ti appare effimero e ti deprime, insomma se il Paradiso in terra ti si rivela, nonostante i tuoi sforzi migliori, con i tratti dell’Inferno, allora decidi di non essere superbo. Guarda in te stesso, e trasforma l’amore per te nell’amore di Dio. Non ce la fai? Non ti senti forte abbastanza? Hai paura? Il solo ammetterlo potrà condurti alla salvezza.”

Con queste parole Marcello Pera conclude il suo ultimo lavoro in uscita da Morcelliana: “Lo sguardo della caduta. Agostino e la superbia del secolarismo.” I limiti della ragione, la giustificazione delle norme morali, il rapporto della religione con la politica, l’uso della forza in materia religiosa, la natura e la pratica della conoscenza scientifica: tutto viene vagliato in questa “conversazione” con Agostino, un gigante del pensiero occidentale trovatosi a vivere a pensare in un’epoca simile alla nostra quanto a presunzione di poter raggiungere il bene e la felicità, nonché uno stato ottimo, grazie alla sola umana ragione.

Per effetto del suo allontanamento dalla tradizione cristiana, l’Occidente vive una crisi spirituale profonda che minaccia la sua stessa identità. Quel cristianesimo a cui Agostino aveva dato la massima dignità di pensiero, sembra a molti, ancora intrappolati dall’illuminismo antireligioso, una limitazione della nostra libertà e perciò un ostacolo da superare. E la «Carta fondamentale della cultura cristiana» e dunque dell’Occidente, come è stata definita La Città di Dio, ci appare superata. Secolarismo, scientismo, liberalismo, ecologismo, diritti individuali senza doveri, tolleranza senza limiti: questo e altro sono i nuovi dèi pagani. Salvo poi ritrovarci sempre più avvolti nell’incertezza e nel disagio.

La superbia è non a caso il tratto che secondo Pera accomuna il paganesimo del tempo di Agostino al secolarismo anticristiano che caratterizza il nostro tempo. Un pensiero spinto a volte fino al limite del pessimismo più estremo, che però secondo Pera potrebbe esserci estremamente utile per comprendere e forse anche per uscire dal pantano in cui la cultura occidentale si è cacciata nel pretendere dalla ragione più di quanto essa possa dare. Come diceva Wittgenstein, quand’anche tutte le nostre domande scientifiche ricevessero risposta, i problemi della nostra vita non sarebbero ancora minimamente sfiorati.

L’idea di autonomia individuale, una certa idea di laicità - secondo Pera - dal momento che escludono o marginalizzano Dio e il cristianesimo, finiscono per essere tante manifestazioni della stessa superbia che non vede ciò che inevitabilmente caratterizza anche il liberalismo ateo: non ogni sistema di valori è equivalente a qualunque altro.

In questo libro l’invito che Pera ci rivolge è quello di riprendere lo sguardo di Agostino, lo sguardo della caduta; in senso proprio non è nemmeno un’esortazione a rimettere il cristianesimo al centro della nostra vita; è piuttosto un monito rispetto “ai nuovi dèi pagani a cui tributiamo i nostri sacrifici, culti, riti individuali e di massa.”
Per ragionare di questo tutti potranno partecipare all’incontro di venerdì 11 novembre alle 18.30 a San Barbaba. Non serve prenotazione.

In evidenza

Lo Stendardo del Rotary Valle Sabbia
Lo Stendardo reca la ruota del Rotary e lo stemma della Valle Sabbia. Le insegne del club sono rappresentate su un pezzo di stoffa e non un materiale...