Il futuro è nelle materie prime

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Il futuro è nelle materie prime
11 Novembre 2022
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Il futuro è nelle materie prime

di nbs

Ne è convinto il Rotary Valle Sabbia che ha invitato Domenico Savoca per approfondire la questione


L'Ing. Domenico Savoca è certamente il massimo esperto in Italia della materia mineraria e dal 2008 Presidente dell'Associazione Nazionale Ingegneri Minerari (ANIM). Si è laureato in ingegneria chimica nel 1978 presso il Politecnico di Torino e quindi specializzato in Scienze e Tecnologie Geominerarie presso lo stesso Politecnico.

Ha svolto la sua carriera principalmente nell’ambito della Pubblica Amministrazione, prima al Ministero Competente e poi, per molti anni, come dirigente in Regione Lombardia, occupandosi sempre di materie prime: idrocarburi, materie prime solide e per l’industria nucleare, comprese le attività di smaltimento dei rifiuti nucleari. All’inizio della sua carriera ha prestato servizio come Ingegnere del Corpo delle Miniere del Ministero dell’Industria a Torino, quindi, dal 1994 al 2000, e stato Ingegnere Capo del Distretto Minerario di Milano, con reggenza per alcuni anni anche del Distretto Minerario di Carrara.

Dal 2001 al 2015 è stato Dirigente della Regione Lombardia, ancora con responsabilità nel settore delle materie prime. Dal 2016 svolge attività professionale nel settore delle materie prime, anche con collaborazioni in materia di pianificazione delle attività estrattive nelle regioni Piemonte e Lombardia. Si è occupato sin dagli anni ottanta delle attività di valorizzazione delle miniere dismesse a fini turistici e culturali, contribuendo allo sviluppo del settore, dal punto vista tecnico-normativo e legislativo.

Nel corso della sua carriera ha partecipato, in rappresentanza dello Stato italiano, ai lavori di quasi tutte le Commissioni che hanno operato nell’ambito dell’Unione Europea per lo sviluppo delle materie prime di minerali solidi, con riferimento alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, allo sviluppo delle attività estrattive per un approvvigionamento sicuro a livello europeo, nonché, con riferimento al risparmio delle materie prime primarie, alle attività poi rientranti all’interno dei concetti dell’economia circolare.

L’Ing. Savoca ha anche partecipato a livello nazionale alla redazione delle principali norme del settore minerario, comprese quelle relative alla sicurezza, e alle attività autorizzative per la ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio degli idrocarburi.

Presentato da Giuliano Ghirardi, Presidente del Rotary Valle Sabbia e introdotto da Giovanni Merendino, socio del club, l'Ing. Savoca durante una puntuale presentazione ha esaminato in sintesi il panorama e le problematiche del settore minerario ed estrattivo in Italia, evidenziando innanzitutto, come uno dei principali temi sia legato alla vetustà della normativa in materia, la quale - per quanto buona - risale al 1972 e abbisogna di adeguamenti ai mutati tempi.

Tale vuoto evidenzia, peraltro, come ad oggi in Italia sia assolutamente assente una politica nazionale delle materie prime e così accade che temi come la transizione energetica ed ecologica rischiano di rimanere parole vuote e senza un concreto seguito per questa mancanza di visione.           Il Governo Draghi da poco caduto aveva iniziato ad impostare un lavoro in tal senso, costituendo la cosiddetta 'Commissione Giorgietti', ma il lavoro fatto si è appunto interrotto a causa della caduta del governo e si spera che possa essere ripreso al più presto.

La situazione di crisi del settore è connessa però anche a fattori intrinseci e geografici. Salvi casi particolari e specifici, ad oggi in Italia vi son poche miniere ed esaurite, in quanto il Sistema Minerario Italiano è cessato sostanzialmente alla fine degli anni ’80. Non essendo disponibili grandi quantitativi di produzione e avendo di conseguenza costi alti rispetto ad altri giacimenti, i costi risultano eccessivamente alti per poter competere sul mercato internazionale.

In prospettiva, vi sono però molte altre tematiche e problematiche da affrontare. In un'ottica di economica circolare molte opportunità derivano dalla possibilità di recupero e dal riciclo di materiali utilizzati, ma vi è la necessità di un coordinamento con la normativa in materia dei rifiuti.

Vi è poi la necessità di una normativa comunitaria omogena, che manca anche perché la materia non rientra tra quelle di competenza comunitaria; potrebbe nel 2023 vedere luce una specifica direttiva, che affronterebbe il tema muovendo dal profilo della sicurezza, il quale rientra invece tra le competenze comunitarie.

Un problema delicato è che da 25 anni non esistono in Italia corsi di laurea specializzati sulla materia mineraria e solo assai di recente il Politecnico di Torino ne ha attivato uno, al momento frequentato principalmente da stranieri. I possibili sviluppi si scontrano, poi, con un problema di 'accettabilità sociale' dell'attivazione di eventuali miniere e/o giacimenti.

Ogni iniziativa viene osteggiata da gruppi e comitati, cui la politica non si oppone quasi mai per timori in ordine di consenso e ciò rende più difficile ogni iniziativa.

Un caso emblematico è quello dell'individuazione del sito unico nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive. Ne son stati individuati 50 potenziali, ma nessuno dei Comuni selezionati ha presentato istanza nonostante i cospicui indennizzi e nonostante la pericolosità (al di là di macroscopiche distrazioni mediatiche) è molto bassa.

Interessante anche il dibattito suscitato sul tema delle possibili miniere di bauxite in Sardegna (Cibaldi), che però risultano difficilmente sfruttabili, in quanto lo specifico materiale non è adatto per estrarre alluminio.

Sulla efficienza e utilità della riapertura dei giacimenti gas presenti in Italia e a suo tempo abbandonati (Dall’Era): L’Ing. Savoca ha sottolineato che questi giacimenti rappresentano circa 5/6% delle necessità nazionali e che quindi, seppur molto utili, non risultano di certo risolutivi.

In chiusura l’Ing. Savoca ha tenuto a sottolineare come la Lombardia sia particolarmente avanzata a livello nazionale ed efficiente e come sia l’unica Regione che sta valorizzando e recuperando le miniere dismesse.

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