Dalle Alpi alle Piramidi

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Dalle Alpi alle Piramidi
06 Ottobre 2021
Testata news: 

Dalle Alpi alle Piramidi

Il Rotary Club Valle Sabbia Centenario, presieduto da Michele Maltese, è stato ospite dei tre Rotary Club della Provincia di Trapani che hanno organizzato il soggiorno siciliano dei rotariani locali


Sono il RC Trapani con Giacomo D'Alì Staiti, il RC Trapani-Erice con il Presidente Domenico Strazzera e il RC Trapani-Birgi-Mozia con il Presidente Salvatore Genovese. Un incontro nel segno dell'archeologia e della cultura.

Nelle "Storie" così scrive Polibio: “I Cartaginesi, visto che i Romani occupavano la loro rotta, abbassate le vele ed incitatisi l’uno con l’altro, nave per nave, si scontravano con i nemici. Poiché la situazione di ognuno dei due presentava un assetto diverso da quello che ci fu nella battaglia navale di Drepano, naturalmente anche l’esito della battaglia fu diverso per ciascuno dei due.

I Romani avevano modificato la costruzione delle navi e avevano eliminato tutti i pesi tranne quelli utile per la battaglia navale e gli equipaggi addestrati offrivano loro un servizio superiore, avevano i soldati di marina che erano uomini scelti, che venivano dalle truppe di fanteria. Per i Cartaginesi era tutto il contrario di queste cose.”


Insomma, Cartagine - antica colonia fenicia - aveva sottovalutato Roma, ritenuta debole sul mare e il 10 marzo del 241 a.C. dopo oltre vent'anni di scontri navali e terrestri, subì presso le Egadi una sconfitta pesante in termini di uomini e soprattutto di navi che determinò la fine della prima guerra punica e costrinse Cartagine, con le finanze esauste, a chiedere la pace a Roma.

E’ stato questo il fil rouge sapientemente dipanato dal prof. Francesco Torre, massimo esperto mondiale di geomorfologia e archeologia subacquea della Sicilia Occidentale, che ha condotto il gruppo di valsabbini alla scoperta della costa trapanese passando per Erice, Marsala, Trapani, Paceco, Soria, Mozia, Segesta e Terrasini alla scoperta di collezioni uniche al Mondo, tradizioni antichissime e paesaggi che sembrano un racconto di fantasia.

Il valore aggiunto dei meeting rotariani è come sempre la possibilità di incontrare e rapportarsi con  persone e Club Rotary che hanno declinato gli stessi valori associativi in un contesto sociale, culturale ed economico affatto diverso dal proprio. Del Club di Trapani (fondato nel 1951) è socio Giacomo D'Alì Staiti, proprietario delle Saline di Trapani che ha condotto il gruppo alla scoperta della produzione del sale in un contesto ambientale meraviglioso come quello delle saline dai colori cangianti.

Il Club Trapani - Birgi - Mozia ha presentato l’incredibile isola di Mozia che ospite la fantastica collezione archeologica del collezionista anglo-siciliano Giuseppe Whitaker dove si trova anche una delle statue ellenistiche tra le più belle ed enigmatiche: il giovinetto di Mozia. Il Rotary Club Trapani-Erice con il Presidente Domenico Strazzera, il Segretario Fausta Lo Giudice, il Prefetto Maria Concetta Serse e il past-president Nicola Abita sono stati gli ambasciatori dei vini della Cantina Firriato al Baglio Soria di Paceco. Sacro e profano: Mons. Alberto Genovese, il Vicario Generale della Diocesi di Trapani con Vania Bosco, la rappresentante dell’Unione delle Maestranze che da 400 anni sovraintende alla processione dei Misteri, hanno illustrato la processione religiosa che si svolge a Trapani dal Venerdì al Sabato santo per 24 ore consecutive. L'origine è spagnola e, infatti, ha analogie importanti con le celebrazioni andaluse. Nella Chiesa delle Anime del Purgatorio sono in deposito i 20 Gruppi Sacri che rappresentano una ricostruzione della "Via Crucis" e dove sono rappresentate tutte le principali corporazioni antiche; inutile aggiungere che il più fotografato dai valsabbini  è stato il Gruppo dei Metallurgici.

Un’emozione profonda il Tempio ed il Teatro di Segesta dove l’architetto Luigi Biondo, già Direttore del bellissimo Museo Pepoli di Trapani ed oggi Direttore del Museo di Arte Contemporanea di Palermo e del Museo Regionale di Terrasini ha saputo condurre il gruppo in una esperienza non solo culturale ma in qualche modo sacra o perlomeno emotiva. Il Maestro Platimiro Fiorenza, patrimonio vivente dell’Unesco  ha mostrato l’arte della lavorazione del Corallo.
 

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