A2A presenta il suo Piano industriale al sodalizio

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A2A presenta il suo Piano industriale al sodalizio
19 Aprile 2022
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A2A presenta il suo Piano industriale al sodalizio

di Redazione

La novità dell’Hydrogen Valley Valcamonica presentate al Rotary Valle Sabbia alla presenza dei principali imprenditori dell'economia bresciana


E’ stato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Ing. Renato Mazzoncini ad illustrare la presentazione del Piano Industriale della multiutility al Rotary Valle Sabbia, Presidente Michele Maltese,  certamente una delle realtà più significative del territorio bresciano per attenzione alla comunità locale e impegno economico ed industriale sul territorio.

Tra i soci del sodalizio valsabbino partecipanti all’incontro, che si è svolto presso il Termovalorizzatore di Via Malta a Brescia, molti importanti imprenditori che guidano aziende fondamentali per l’economia bresciana: da Orlando Niboli a Clara Stabiumi, Giovanni Pasini e Ruggero Brunori, Nicola Bianco Speroni e Luigi Salvini, Pierdomenico Dall’Era e Michele Lancellotti con il Presidente di Apindustria Pierluigi Cordua e Marco Mariotti Vice Presidente Vicario.

Per Mazzoncini la priorità oggi è un serio programma energetico nazionale, al momento non esistente con la conseguenza che ognuno tira l’acqua in base alle proprie convenienze con fenomeni sconcertanti di spreco e mala gestione.

Per stare sul tema rifiuti basti dire che sono oltre una decina i Paesi che ritirano i rifiuti italiani per alimentare i termovalorizzatori in Europa con la beffa che noi paghiamo per smaltire i rifiuti, paghiamo cifre esorbitanti per i trasporti (60 euro alla tonnellata al momento per oltre 600mila tonnellate spedite) e alla fine dobbiamo comprare il gas per alimentare gli impianti che potrebbero benissimo funzionare con i nostri rifiuti.
Anche le famose eco-balle della Campania in grado di alimentare un termovalorizzatore come quello di Acerra – poco più grande di quello di Brescia e gestito sempre da A2A - per dieci anni le ultime decisioni politiche sono state per il conferimento oneroso delle stesse all’estero, in buona parte in Svezia.

Quando si parla di clima, le linee guida europee sono frutto degli impegni presi nell’ambito dell’Accordo di Parigi. In quella circostanza, gli stati membri dell’UE hanno deciso di presentare un obiettivo comune, da raggiungere non come singoli stati ma a livello europeo. L’impegno per il 2030 è di ridurre le emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungere tale obiettivo, l’UE punta ad aumentare l’efficienza energetica del 32,5% ed aumentare la quota delle rinnovabili al 32% del mix energetico.

Quanto più si riuscirà a spingere gli attuali consumi di energia primaria (come i combustibili fossili per il trasporto) in consumi di energia elettrica tanto più si renderà il sistema efficiente. Un esempio banale proposto da Mazzoncini: “Con 10 euro di carburante oggi con la Panda faccio 100 km, con un motore elettrico con 10 euro di ricarica ne faccio 400!”.

L’Italia ha deciso di puntare in particolare sull’eliminazione del carbone dal mix energetico entro il 2025. La diffusione delle fonti di energia rinnovabile è prevista soprattutto nel settore elettrico, dove dovrebbe passare dal 34% attuale al 55,4% nel 2030, andando a colmare gran parte del vuoto lasciato dal carbone. Ciò sarà possibile grazie a nuovi incentivi alla produzione di tecnologie rinnovabili (come i pannelli solari), all’ammodernamento degli impianti (soprattutto eolici) e ad una fisiologica diminuzione dei costi di produzione, che abbasserà il prezzo delle rinnovabili. Le fonti di energia pulita saranno sempre più importanti anche nel settore dei trasporti.

Si prevede infatti che ci saranno incentivi per l’utilizzo di biocarburanti avanzati come il biometano e per favorire la diffusione delle automobili elettriche: se ne prevedono 1,6 milioni in giro per l’Italia entro il 2030. Si punterà infine anche sui “sistemi di autoproduzione”, ovvero sull’energia fai-da-te, come quella prodotta dai pannelli solari sui tetti delle nostre case.

Sull’efficienza energetica l’Italia ha ampi margini di miglioramento – non a caso l’obiettivo è piuttosto ambizioso – specialmente nel settore residenziale: termosifoni e lavatrice possono scaldare e lavare consumando molto meno. L’“ecobonus” sarà sempre più una forma di sgravio fiscale volto ad incentivare la sostituzione dei vecchi elettrodomestici con quelli più efficienti, come le pompe di calore. Inoltre, integrerà il concetto di efficienza energetica all’interno di una serie di politiche pubbliche, ad esempio nei piani di riqualificazione dei quartieri. Nel settore dei trasporti sarà data priorità alla mobilità pubblica e condivisa – i bus ed il car sharing – ed al trasporto su rotaia rispetto a quello su gomma – più treni, meno camion.

Conclusa la presentazione del Piano Industriale l’Ing. Privitera, Head of Hydrogen Unit A2A ha illustrato l’Hydrogen Valley Valcamonica un progetto per il quale si è deciso di utilizzare una parte delle produzione elettrica green del termovalorizzatore di Brescia per produrre idrogeno che sarà il combustibile per 14 nuovi treni di Ferrovie Nord. L’impianto previsto da A2A dovrebbe essere operativo dall’inizio del 2025 ma non illudiamoci, se tutto va bene un kg di idrogeno così prodotto, cioè utilizzando l'elettrolisi per scindere le molecole d'acqua in idrogeno e ossigeno (per essere "verde", l'elettrolisi deve essere alimentata al 100% da energia generata da fonti rinnovabili) difficilmente potrà costare meno di 10 euro al kg  in confronto  all'idrogeno grigio, ossia quello estratto dagli idrocarburi, che ha oggi un prezzo intorno a 1,50 euro al kg.

E’ evidente che in queste condizioni l’idrogeno A2A poitrà essere interessante solo per il settore dei trasporti – non per l’industria - nel quale l’inefficienza della resa dei motori a scoppio valorizza comunque l’utilizzo di altri propellenti. L’idrogeno verde prodotto da A2A sarà poi compresso a 300 bar e stoccato in modo da coprire almeno tre giorni di fermo impianto. Tramite un filling-center l’idrogeno sarà infine caricato su carri bombolai che lo consegneranno alla stazione di rifornimento dei treni. Anche l’ossigeno prodotto dall’elettrolizzatore potrà essere riutilizzato.

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